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un diario di pensieri, ricordi ma soprattutto sogni, perche il tempo non intacchi cosa avevo e ho dentro...

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incursione notturna... (scritto a quattro mani)

È molto tardi, l’aria è calda e afosa come solo le sere d’estate sanno esserlo, la luna domina indisturbata il cielo stellato e io sto dormendo profondamente.

Arrivi in macchina, tenendo il motore basso , decidi di fermare l’auto nel piccolo spiazzo poco lontano dal cancello di casa mia, non vuoi correre il rischio che mi svegli sentendo il motore, la luna ti prmetterà di fare gli ultimi metri  a piedi.

Mentre Sali lungo la salita di casa mia ti guardi circospetta intorno per vedere se ci sono segni del mio essere sveglio, nulla.-.. continui.

Arrivata davanti alla porta di casa giri intorno e ti avvicini alla finestra del salotto, controlli dalle feritoie se c’è luce dentro…niente tutto spento.

Torni indietro illuminata da una luce fredda e livida, sai dove sono le chiavi  e velocemente te ne appropri.

Torni alla porta e fai in modo di aprire il più silenziosamente possibile, il tempo è tuo alleato puoi farne l’uso che vuoi, per te l’importante ora è non essere scoperta, hai la tua piccola torcia con te ela tini in bocca per quando sarai dentro.

Bene la porta si apre docilmente, scivoli dentro senza farti sentire e senza richiudere ora l’importante è essere dentro.

Sei dentro, ti muovi agevolmente dopo aver visto che la porta della camera da letto è chiusa, da quando ho deciso di non far dormire i gatti con me è sempre cosi, sorridi sommessamente pensando al poi….

Ti denudi velocemente, lentamente  sempre con la lampada in bocca indossi uno dei vestiti comprati insime…  quello che ti sostinene il seno lasciandolo scoperto, con le catene ai polsi   e un paio di decolté.

Ti guardi alla luce della lampada e poi la spegni….  Ti avvicini alla porta della mia camera e mettendoti carponi inizi un lento miagolio….

Sommessamente il tuo miagolio si fa sempre più insistente, è quello di una gatta ion calore o che soffre un pochino, conti cosi di svegliarmi facendo leva sulla preoccupazione per i mici…  inizia anche a graffiare leggermente la porta…

 

Mi sveglio sbuffando un poco,  apro la porta dopo qualche frazione di secondo…faccio per uscire e tu alzandoti sulle ginocchia mi appoggi le mani sul petto come fossi una leonessa….  Rimango impietrito.. strabuzzo gli occhi, non riesco a credere ai miei occhi… sei li davanti a me…..

 

Non mi faccio prendere dal panico, lo sguardo va verso la porta semi aperta e il cortile illuminato dalla luna… afferro il tuo laccetto rosso e ti prendo le mani e te le lego con il laccio…

Ti trascino fuori di casa, tu rimani un attimo perplessa, non sai bene cosa io voglia fare e questo comportamento ti disorienta un poco..ma mi segui lentamente, ancheggi, di tanto in tanto mi giro per vedere se mi segui, il tuo sguardo è fisso sulle mie spalle, assapori gia qualcosa di eccitante, non sai ancora cosa ma mi dai fiducia e il tuo corpo inizia a adeguarsi ai tuoi pensieri.

Ti conduco nel mio bosco , avvicinandomi ad un albero..

Faccio passare il laccio rosso sopra  un ramo e lo faccio ricadere, tirando il laccio le tue braccia si sollevano sopra la testa…. Rimani cosi appoggiata all’albero mentre io lego l’altro capo della corda ai tuoi avambracci, fatto cio sei in mio posseso inizio a leccarti i seni e il collo, accarezzandoli dolcemente anche con le mani..

 

Sei in estasi, la luna ci osserva dall’alto e tu legata ad un albero stai per  essere seviziata….

.  Ti slego lasciandoti cadere in terra e poi..

 

Senza dire una parola mi si avventa contro, abbassandomi con forza le spalline del vestito, fino a scoprire il seno.
Non oppongo resistenza: lui sa che mi piace. Mi spinge in terra.
Una mano mi preme sulla base del collo, con l'altra mi fruga tra le cosce, e intanto mi lecca il seno, incorniciato dal vestito. Io ho già voglia del suo cazzo. Se ne accorge: bruscamente mi gira. Finisco faccia terra, mentre mi solleva il bacino, e mi scopre il sedere. Mi abbassa gli slip.
Comincia a leccarmi sul sedere, che divarica leggermente. Insiste intorno l'ano, mentre comincia a titillarmi sotto il clitoride.
Urlo di piacere, strofinandomi sulla terra. Lui continua a leccarmi e strofinarmi.
Ad un tratto improvvissamente sento il suo cazzo durissimo che mi penetra violentemente la fica. Ma sono bagnatissima: scivola perfettamente. Urlo ancora e sempre di più, mentre mi sbatte. Ma non ha dimenticato il mio ano: con l'indice inumidito ci gira intorno, poi entra poco poco. E rimane lì così, mentre io assecondo le stoccate che mi dà in fica. Mi piace da morire quel suo dito lì, dentro solo con la prima falange, che mi fa venire voglia di sentirlo più a fondo. Comincio anche a scodinzolare, per sentirlo di più. Intanto il piacere m'invade come un'onda che cresce violenta, sento che anche per lui è così: sta accellerando le stoccate, mettendoci più forza. L'erba mi graffia il seno, a me non importa. Sento quel dito nel mio culo, e improvvisamente mi sento venire, tirandomi sù sulle braccia e ululando come una lupa, una cagna. E mentre ancora sto urlando, lui si stacca da me, sostituisce il suo cazzo con la mano, che mi passa da sopra la pancia e sento un fiotto caldo che mi bagna l'ano. Urliamo insieme.

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