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un diario di pensieri, ricordi ma soprattutto sogni, perche il tempo non intacchi cosa avevo e ho dentro...

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passione e possesso.. in odore di benzina e salsedine (incompleto)

Sono sull’autostrada in moto, il vento mi accarezza la faccia   e di tanto in tanto mi diverto a girare la manopola del gas quasi a strizzarla per il piacere di sentire la moto urlare  con  il peso dell’accelerazione  che tenta di strapparmi via ma io  stringo le cosce e domo il mio animale,

 non sono accelerate estese ma sprazzi  di breve durata quasi fosse una sorta di leggera tortura, una sfida di breve respiro, per il piacere di domarlo ad ogni suo moto recalcitrante.

Queste le sensazioni che la mia moto mi trasmette quando la cavalco, quando la domino …   mi rendo conto che questo pensiero non è perfettamente aderente alla realtà  infatti spesso mi ritrovo a chiedermi se  sono davvero io a dominarla oppure riesco a farlo fino a che lei me lo permette..  in fondo sappiamo entrambi di appartenerci di essere necessari uno all’altra ,che il nostro è un connubio è un equilibrio costantemente precario che come la guida stessa di una moto ti senti saldamente legato alla tua cavalcatura ma in realtà sei sempre  in equilibrio su di un filo sottile. 

Filosofia da quattro soldi fatta da un motociclista eternamente  in erba.. .

 Intanto le uscite dell’autostrada si susseguono veloci, tra una decina di km dovrò rallentare per uscire da questa lunga striscia d’asfalto..  non è la mia uscita  bensì la tua infatti sto venendo a prenderti, questa sera ce la dedichiamo, cena in riva al mare, carezzandoci le mani su un tavolo di un ristorante guardandoci magari negli occhi.. si ci vuole anche questo e più spesso di quanto si pensi e gia sorrido all’idea di quanto una situazione cosi banalmente borghese mi dia piacere…

Eccola, l’uscita, gran curvone e sono fuori.

Un altro paio di chilometri e sarò sotto casa tua, spero che tu sia pronta, non dico immediatamente ma quanto meno di aspettare poco, e so già che non sarà cosi, è un classico, dovrò aspettare un bel po sotto casa tua  ma mi consolo pensando che più aspetto più sarai bella….

Eccomi arrivato,  scendo al volo e suono al tuo citofono, mi rispondi che stai per scendere..  mi allontano, torno alla moto, sistemo i  vari accessori negli scomparti, le chiavi, il navigatore, i “ragni” vari, mi rendo conto che c’è un gran macello..  visto che devo aspettare  tanto vale dare una riordinata sapendo  che quando mi serviranno non li troverò comunque…

Sono tutto indaffarato nel cercare di razionalizzare gli spazi secondo un non so quale principio di frequenza di utilizzo quando con la coda dell’occhio vedo entrare nel mio campo visivo un paio di decolté che sarei riuscito a notare anche se si fossero avvicinate alle mie spalle bendato, sollevo lentamente la testa per godermi il resto e seguo la linea di due gambe perfettamente lucide che salgono, salgono e salgono ancora..  si arrestano solo quando inizia una gonna che definirei assolutamente vertiginosa, leggera, a pieghe molto scura, a dir poco intrigante.

Una camicetta chiara equilibratamente sbottonata e una giacca di pelle che definirla femminile è dir poco.. vita stretta e un po cortina sui fianchi…  quanto mi piaci!

i capelli sciolti sulle spalle,morbidi e lucenti,secondo me li hai appena lavati sono troppo belli, una buona dose di trucco mette in risalto i tuoi splendidi occhi che si stanno godendo il mio sguardo rapito e la mia faccia assente nel vedere quello spettacolo ..  si, sei indubbiamente pronta per uscire.

Ancora intontito dalla visione crollo in capo  e ti indico la moto, resti un attimo interrogativa:” come la moto” mi rispondi “ mi sono vestita cosi perche pensavo ci spostassimo con la macchina”…

mi soffermo un solo attimo a pensare al tragitto che ci aspetta, al delirio per il parcheggio e a quanto godrò nel guidare e accarezzare le tue gambe con una mano…

“tesoro” rispondo ” sarebbe impossibile arrivare in macchina e poi “  ammiccando ” vuoi privare i passanti dello spettacolo delle tue cosce nude?”

Sorridi un attimo imbarazzata, tenti di convincermi  a cambiare idea ma è un proforma, una schermaglia, te lo leggo in viso che la praticità e l’idea di essere coperta dagli sguardi fugaci, anonimi e istantanei dei passanti  stuzzica il tuo narcisismo.

Me lo concedi,camuffando la cosa come  una mia idea sulla quale sei un po in disaccordo, fingi di sottostare alla mia decisione mi chiedi il casco. Ma l’impercettibile sorriso che si accenna sulle tue labbra ti tradisce, non dico nulla… la serata è iniziata nel migliore dei modi.

Sorrido sornione mentre saltiamo in sella e partiamo; non appena siamo sulla strada che ci porterà al ristorante lascio il manubrio con una mano e la poggio sul tuo ginocchio che mi fiancheggia, bellissima sensazione, morbida, liscia…. Poche cose al mondo ti fanno amare il tatto come quando accarezzi le gambe della tua  donna.

L’asfalto corre via veloce e iniziano ad arrivare i primi semafori del centro abitato e come supponevo i primi sguardi incantati dei passanti nel vederti  splendida nella tua sfrontata femminilità

La sensazione che provo in questo momento è piuttosto complicata, sei una sorta di semaforo ambulante, al nostro passaggio vedo i maschietti chiusi in quelle scatolette  storcere il collo, inchiodare o accennare una sbandata …  è in questi momenti che mi dà ancora più piacere accarezzati le cosce…  a mani aperte, facendoti sentire tutto il “peso” del mio desiderio, del mio senso di possesso … sei mia e di nessun altro.

Ma non sempre gli spettatori si limitano a guardare, soprattutto se sono in tre piccoli sbruffoncelli  inberbi, fatto sta che durante la sosta ad un semaforo  da una di queste nuove macchinine uno di questi deve aver commentato in maniera eccessiva o chissà cos’altro, sta di fatto che mentre sono rilassato e pazientemente aspetto lo scattare del verde, sgrano gli occhi quanto ti sento  dire:

” bhe, mai viste due gambe? “ il ragazzino farfuglia qualcosa sorpreso dalla tua risposta fulminea e sfrontata mentre tu incalzi ”se fai il bravo tra qualche anno toccherà anche a te per ora cuccia!”

Il ragazzino prova ad accennare una nuova risposta ma il verde è scattato e l’amico che guida vista la già magra figura decide che è meglio ripartire …  mi giro chiedendoti cosa sia a successo… mi stringi le braccia intorno alla vita  e sorridendo mi rispondi ”nulla tesoro…”.

Continuiamo a percorrere la lunga strada, in lontananza all’orizzonte già si intravedono le luci tremolanti della cittadina di mare, affondo un po con il gas per sbrigarmi e perche il vento sulla faccia in questa calda sera d’estate è veramente piacevole.

Svicolando qua e la tra il traffico delle automobiline e dei giovani che si spostano dalla città per venire a cercare refrigerio qui al mare si ripresenta  la storia degli occhi puntati sulle tue cosce scoperte, qui la luce dei lampioni è più intensa e mi rendo conto che la pelle appena depilata delle tue gambe è praticamente lucida, una sorta di attrazione irresistibile per i passanti, attraverso lo specchietto  retrovisore cerco il tuo viso, hai uno strano sorriso stampato in faccia, i tuoi occhi si muovono velocemente ad intercettare gli sguardi di cui ormai sei praticamente ricoperta.

Arriviamo finalmente al ristorante, cerco un posto leggermente nascosto per farti scendere dalla moto, se tanto mi da tanto faresti prendere un colpo a qualcuno  scendendo di sella. Ci incamminiamo verso il ristorante all’aperto e mentre camminiamo non so fare a meno di metterti una mano sull’incavo della schiena poco sopra il sedere, un raptus fulmineo mi travolge, ormai siamo sulla soglia del ristorante e l’unica cosa che posso fare per farti arrivare la sensazione che la tua carne mi trasmette è stringere  ma mano intorno al tuo fianco, calda, pesante come se ti stessi prendendo da dietro;intuisci istantaneamente il senso di quel tocco, te lo leggo negli occhi che ora sono fissi nei miei… sorridi spostandomi la mano sul solco dello splendido sedere e al contempo acceleri il passo a che la mia mano ti sfiori soltanto…  ormai è chiaro questa per me non sarà una cena…  ma un lungo e piacevolissimo supplizio.

Il posto è gradevole, c’è una predominanza di bianco nell’arredamento i tavoli sono coperti da delle lunghe tovaglie che toccano quasi terra,la sala ha una forma ellittica e le luci sono soffuse per lo più si avverte un maggiore chiarore sui tavoli, tre lati del ristorante sono arredati con specchi dalle cornici barocche mentre l’ultimo lato è completamente aperto verso il mare con una piccola passerella che si snoda dal ristorante addentrandosi sulla spiaggia,  il nostro tavolo è leggermente decentrato , il cameriere ci accompagna mentre tu ti guardi intorno.

Dal lato aperto della sala la vista è magnifica, il mare è un mostro nero che baldanzoso avanza  con i suoi lievi ruggiti per poi ritrarsi quasi avesse timore delle luci che illuminano la sabbia, una lieve brezza rende il posto fresco e umido, ci sediamo e iniziamo subito con chiedere una bottiglia di vino bianco fresco e del pesce. Mentre aspettiamo che il cameriere porti tutto ti chiedo cosa fosse successo con i ragazzini per strada, mi chiedi se lo voglio sapere veramente, rispondo incuriosito di si…

“Ho tentato di tenere giu la gonna un paio di volte poi sinceramente non me la sono sentita di privare di quello spettacolo i passanti e l’ho lasciata un po fare quello che voleva”sorridendo” sai l’aria fresca tra le gambe è particolarmente piacevole purtroppo  quei due in macchina non hanno saputo tenere a bada gli ormoni…quindi li ho dovuti calmare io….   come t’avevo detto, nulla di importante”

Sto per dirti che un po te la sei cercata ma il cameriere ci interrompe per mostrarci il vino richiesto, mi faccio un gesto al cameriere per l’assaggio indicando te  ma questo è troppo preso dalla scollatura della tua camicia per accorgersene quindi  quando do un leggero colpo con il mio anello al bicchiere per farlo tintinnare e attirare la sua attenzione questo rimane per un’attimo frastornato e scusandosi  versa maldestramente il vino nel tuo calice.

Purtroppo capita anche questo.

Non toccherò più l’argomento “ragazzini” durante la serata non ci sarebbe null’altro da aggiungere, in fin dei conti le gambe sono le tue e l’idea che il mondo intero si faccia venire il torcicollo per  dargli una sbirciata un po mi inorgoglisce, l’importante è saperti completamente e indiscutibilmente mia…..

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