un diario di pensieri, ricordi ma soprattutto sogni, perche il tempo non intacchi cosa avevo e ho dentro...
Chi resta a ballare fino a quell'ora aspetta questo momento magico, intimo, carico di quella tensione e sensualità che i più non sono ancora disposti a vivere. Chiunque si affacciasse ora nella sala dall'esterno, dal mondo reale, resterebbe forse un po’ titubante, faticherebbe a scorgere quelle ombre scure fluttuare tra le fioche luci. Ma loro no. Loro ormai fanno parte di quella penombra, fanno parte di quella dimensione parallela.
Dopo averla osservata, torna ad abbracciarla in un modo che lei non aveva mai provato in vita sua. Inizia a muoversi sulle note di un nuovo tango con passi lunghi…lenti… appassionati. Ma qualcosa sembra esser cambiato radicalmente.
Lei non ha più peso, le sue gambe si muovono leggere sfiorando il pavimento sotto di loro. I volei, gli ocho, le sgambate diventano semplici e immediati come se la forza di gravità non la riguardasse più, come se l’equilibrio non la riguardasse più.
Si sente inebriata dall’energia con che la sostiene, energia che la slancia. Si lancia in movimenti sinuosi e abbellimenti sensuali, rispondendo a lui con tutta la sua voglia di sentirsi femmina, desiderabile, spregiudicata.
Lo sente scivolare tra le sue gambe ad ogni passo; gli stessi ballati fino ad ora assumono un sapore completamente diverso. Mille aromi diversi, mille brividi le arrivano al cervello da ogni punto di contatto con lui: lo sfioramento di una coscia, il passeggiare della mano sulla schiena nuda, la stoffa della gonna che la carezza con ogni adorno, il contatto con la barba incolta sulla sua guancia…
Respira profondamente l’odore di legno e sudore che sale dal collo della sua camicia. Ormai e persa in quell’abbraccio, completamente libera di essere, libera dall’impegno di restare cosciente per mantenere l’equilibrio, scegliere gli adorni, intuire i segnali di cambi di direzione. Ora è come se il suo corpo aderisse perfettamente a quello di lui; a ogni movimento di quell’uomo corrisponde lo stesso movimento di lei. Ora può perdersi in quel triangolo di pelle rivelata dalla camicia leggermente aperta, può lanciarsi in occhiate clandestine quando la camicia si alza, cercando di scorgere più pelle possibile.
Si sente ubriaca, stordita…e felice di quello stato. E consapevole che le carezze, l’abbraccio, la musica siano le stesse di quel suo unico “sì,” ma adesso è come se non si limitassero a sfiorare la sua pelle ma scendessero a fondo, fino alla carne, ai muscoli, alle ossa…alla sua anima tutta… facendola vibrare.
Il suo è stato un gesto folle… chiederle “sì o no” è stato l’ultimo tentativo di imbrigliare quella carica erotica che da troppo tempo cercava di far uscire. Nessuna delle donne che aveva invitato fino ad oggi le aveva mai suscitato quelle emozioni, nessuna delle donne con cui aveva ballato fino ad ora gli si era appoggiata sull’anima.
Non c’era dubbio, era lei. Tutto sembrava confermarlo: il suo arrivo discreto, le luci che pian piano si sono abbassate mentre attendeva il momento giusto, la pista che andava svuotandosi, le musiche perfette, la sua istintiva sensualità, il fatto che abbia accettato il suo invito… tutto gli sussurrava che era lei.
Ormai l’ambiente è quasi avvolto nel buio, la gente sembra fatta di ombra. Lui riflette ancora che doveva chiederglielo, doveva avere una sua se pur incosciente approvazione per lanciarsi in quella follia…
Ora la stringe a se con movimenti decisi, coinvolgenti. La musica sembra sostenerli e indirizzarli verso il passo successivo, indicandogli intensità e lunghezza di ogni singolo passo, di ogni singola figura. Sente il profumo dei suoi capelli, il suo respiro sul collo, intuisce l’effetto di ogni singola pressione sul corpo di lei dal modificarsi quasi impercettibile di quel respiro. Sente il cuore di lei pulsargli contro il petto e il suo rispondere di conseguenza…una sensazione bellissima di essere accolti, desiderati, fonte di protezione per quell’essere dolce e sensuale che ora stringe tra le sue braccia.
Il suo abbraccio si fa più avvolgente, anche audace in alcuni momenti. Sente la sua schiena sulla mano, sente la sua pelle liscia nei tratti in cui il vestito la lascia scoperta. Sfiora per un attimo il suo seno nudo sotto il vestito durante un abbraccio profondo… Forse non voleva farlo ed è capitato - oppure ha cercato quel fugace, irrispettoso contatto, osceno per una milonga? Un vero gentiluomo non fa certe cose. Un vero gentiluomo rispetta e protegge la sua donna in milonga. Ma era questa la vera essenza di quella domanda posta a bruciapelo, lo sanno entrambi: lei glielo ha già concesso il permesso di non essere più un gentiluomo.
Era già autorizzato dal ballo ad accarezzarla continuamente, a farla sentire accolta e protetta, ma ora il suo si lo autorizza a molto di più…lo autorizza a farla vibrare, a farla volare.
Ora i corpi sono uno contro l’altro, solo le gambe si muovono. Dall’inguine su sono un tutt’uno, ogni movimento proposto e accettato è una lunga carezza fatta con ogni lembo di pelle disponibile.
Il respiro di lei si fa più caldo, intenso. La serenità di quell’abbraccio si trasforma velocemente in una lenta e languida effusione. La penombra che li cela a sguardi indiscreti ora li autorizza a un tango liquido, appassionato ma lento fin quasi allo sfinimento.
E’ lui l’artefice di quel lungo e struggente tango, è lui l’origine oppure è l’elemento mancante a una detonazione che da troppo tempo le era negata. Lui lo doveva sapere cosa stava succedendo alle sue carni in quel momento, cosa accadeva alla sua anima tutta. Solleva leggermente la testa e lascia che il suo respiro accarezzi la pelle del suo collo madido di sudore. E una scossa- per entrambi.
Sente i muscoli delle braccia di lui tendersi a quella carezza leggera, un brivido che mette di nuovo in serio pericolo la stabilità dei due corpi uniti. Con una leggera stretta alla mano il suo abbraccio si fa ancora più profondo. Ora ogni singolo muscolo del corpo di ognuno non può muoversi senza che l’altro se ne accorga.
La mano di lei scivola lentamente lungo il braccio di lui, soffermandosi su ogni singola vena, ogni singolo incavo tra muscolo e muscolo. Arriva lentamente alla sua spalla e dal lì al petto, il palmo della mano si apre avido e lì si ferma…
Con quel nuovo abbraccio cosi intimo, le mani di lui sono libere di muoversi su di lei, calde e forti. E lo fanno, iniziando a scorrere leggere sulle sue spalle mentre lei segue pedissequamente i movimenti suggeritigli dal suo petto scultoreo. Mentre lei sente i muscoli del suo petto, quelle stesse mani gli scivolano lungo i fianchi accerchiati da quell’attacco congiunto.
Le dita di una mano incrociano sul loro percorso l’impercettibile confine tra la sua schiena e la curva del suo sedere, il sottilissimo lembo di tessuto della sua biancheria. Lì iniziano un nuovo percorso, seguendo tutto il confine segnato dal tessuto del suo perizoma. Quel tocco leggero sembra una lunga pennellata di colore e desiderio sulla sua pelle fatta ipersensibile. Ogni centimetro di pelle toccata sembra essere collegato direttamente con il suo sesso. La sta sfiorando su quel confine personalissimo ma è come se le sue dita si muovessero delicate tra le sue cosce, è come se la stesse toccando oscenamente davanti a tutti nella sua intimità.
Le unghie di lei affondano nel tessuto della sua camicia, nella sua pelle, quando quelle dita che fino ad ora si erano limitate a percorrere il confine più intimo del suo abbigliamento hanno trovato il modo per oltrepassarlo- un voleo ed ecco, le sue falangi scivolando distintamente sotto l’elastico della sua biancheria.
Lo lascia fare. Ogni tocco è una scoperta, una sensazione travolgente, una carezza languida e oscena. Se chi li circonda solo sapesse dove stanno scivolando le dita di quello sconosciuto…
Una figura li obbliga lontani, e quando lei torna nuovamente a stendersi contro il corpo di lui sente che dove prima c’era solo l’accenno, adesso l'eccitazione di lui è tangibile, prepotente. Ne resta per un attimo sorpresa, ma istantaneamente la sorpresa lascia il posto a quell’orgoglio di donna che la riempie fino all’orlo.
Intanto le dita di lui sono scese ben oltre il bordo della sua biancheria e stanno lentamente scendendo ancora, facendo attenzione che a muoversi sia solo il tessuto sottostante, lasciando che quello del vestito scorra tra le dita e il fianco di lei. Soltanto ora inizia a intuire cosa stia accadendo in quel lontano luogo che è l’esterno del suo corpo, soltanto ora che anche l'altro lembo di biancheria lascia il suo fianco e inizia a scivolare inarrestabile lungo le cosce...
Lei segue i movimenti impostigli, quegli stessi movimenti che lentamente stanno facendo scivolare la sua biancheria sui suoi fianchi. Ma non gli importa, non gli importa di nulla in questo momento, tutto ciò che vuole è continuare a muoversi sulle onde di quel tango, sulle onde di quel corpo, muoversi sulla dichiarazione più spontanea e sincera della sua femminilità e sensualità. Si aggrappa alla sua camicia mentre i movimenti si fanno più veloci e la guida le impone quei che ogni giorno inconsapevolmente compie per spogliarsi.
Si sente calda e sensuale, ogni suo movimento, ogni gioco delle gambe è finalizzato a una carezza sempre più indecente. Non e solo lui ad andare oltre… Lei non avverte più nessun pudore mentre la sua mano si sposta dal petto per liberare quel bottone imprigionato nell’asola della camicia per tornare sul petto di lui ma ora da sotto il tessuto, pelle contro pelle. Il palmo della mano si tende, si apre il più possibile, quasi a voler coprire tutto il suo pettorale. Sente i peli accarezzargli le dita, ci gioca, osservando la sua mano mentre scorre sulla pelle di lui. Questa sensazione la inebria, ha sempre odiato gli uomini glabri cosi come gli uomini ricoperti di peli ma quello… quello è la è perfezione, un pettorale presente, definito, indiscutibilmente maschio. La sua mano lo avvolge, preme contro di lui, lo stringe alla ricerca del capezzolo e una volta trovato se lo lascia scorrere sotto le unghie laccate, lo stringe tra le falangi. Il desiderio di far saltare tutta la serie di bottoni di quella stupida camicia diventa insostenibile, il desiderio di sprofondare con il viso nel suo petto è viscerale…
Ormai la curva dei fianchi è superata, la gravità e i movimenti dei vari passi stanno facendo il resto. Lui le guida una serie di passi microscopici e veloci, finalizzati a far scivolare lungo le cosce la biancheria, e ci riesce. Sente i movimenti di lei farsi via via più impacciati, costretti dalla sua sconcia condizione, e si dirige lentamente verso la zona più buia della sala. Li concentra i suoi passi, la sua stretta continua a essere totale, il corpo di lei avvolto in quell’abbraccio. La sente distintamente contro la sua erezione, è impossibile che lei non se ne sia accorta e non sia desiderosa quanto lui di prolungare quell’infinita carezza fino allo spasimo.
Ormai la sua biancheria è alle caviglie, prigioniera e impacciata: una parada, lo scavalco della sua coscia e una gamba è libera. Un voleo rapido fa scivolare il perizoma a terra… E li, a terra, l’oscena prova del loro desiderio folle- ma nessuno dei due se ne cura, l’oscurità è loro alleata, l’inconsapevolezza del mondo intero il loro alibi.
Si sente svergognatamente libera. Annusando distintamente il suo profumo emergere dal basso, scorrere sulle curve dolci del suo corpo e arrivare nettamente alle narici di entrambi se ne inebria, ma non se ne sazia. L’aria passa sotto la sua gonna accarezzandola ad ogni passo e lei rabbrividisce come se fosse il respiro di lui sulla sua carne.
Quella condizione sconcia la eccita da impazzire e non può che muoversi sensualmente contro l’erezione di lui. Si sente distintamente grondare di piacere…lascia che le unghie di entrambe le mani sprofondino nella carne di lui, quasi graffiandolo ma non importa. Non importa ora…ora c’è solo l’abbandono. C’è solo quella intima indecenza.
Sobbalza leggermente quando sente i rigoli del suo piacere segnargli le cosce, sente le sue carni pulsare ritmicamente, contrarsi a ogni affondo del bacino di lui contro il suo. Mille immagini indecenti le iniziano a scorrere davanti agli occhi chiusi, mille promesse di piacere carnale. Fantasie che mai si era concessa, desideri talmente inconfessabili da essere ricacciati in fondo al suo animo ogni volta che hanno tentato di affiorare. Ma ora è carne pulsante, è una fiera eccitata, un animale senza alcuna razionalità né tantomeno morale…E e orgogliosa di esserlo. Incurante del pensiero o degli sguardi altrui, lei ora è sesso allo stato puro. Qualunque cosa le accadrà nella vita questo momento rimarrà indelebile: il primo orgasmo avuto ballando un tango con un perfetto sconosciuto